Rocca dei Rettori

 

Costruita sotto Papa Giovanni XXII nel 1321 da Guglielmo Balaeto, governatore Pontificio, per assicurare la difesa dei rettori da ogni possibile tumulto. In posizione dominante da un lato la città e dall’altro l’intera vallata del Sabato, ospitò molti nomi illustri, come Attendolo Sforza che vi fu prima prigioniero e poi rettore e Alfonso d’Aragona che preparò l’assedio di Napoli. Originariamente eretta su un arce (fortezza romana) composta di tre piani: pian terreno, ove si aprono le segrete; primo piano, con un ampio salone; secondo piano e le due torri di vedetta. Ospita il Museo Etnografico Sannita.